BASTA CON LE SCUSE: SFRUTTIAMO I VANTAGGI DI UNA NAZIONE FLORIDA!!

10 Settembre 2019

A volte non ci rendiamo conto dell’importanza di una persona fino a quando non sentiamo raccontare la sua storia … Sottovalutiamo il fatto di poterci sedere a tavola con veri e propri “guru” del mondo dello sport, di poter interagire quotidianamente con loro e sfruttare quell’immmenso bagaglio di conoscenze che si portano dietro per crescere e imparare. Anche Colorno ha il suo personaggio, il proprio Director of Rugby Nick Scott, un Inglese di Lincoln che per anni ha coltivato ortaggi e allevato bestiame prima di diventare uno dei massimi esponenti della Federazione Inglese (RFU).

In un’intervista rilasciata a Rugbymeet, popolare sito web con migliaia di visualizzazioni all’interno del mondo ovale, Scott ha esaminato la situazione del rugby italiano dopo un anno di permanenza nel Bel Paese: “In Italia si trovano sempre troppe scuse!! Ci si lamenta di quello che manca senza rendersi conto dei vantaggi che questa Nazione offre al Rugby. In primis il clima, che permette di giocare ed allenarsi in ottime condizioni 9 mesi all’anno … In Inghilterra ad esempio, da Ottobre fino ad Aprile non si riesce a lavorare al meglio sulle skills dei giocatori, frenati dal freddo e da un sole che tramonta prestissimo. Oltremanica poi abbiamo seri problemi di alimentazione, soprattutto nei giovani!! Il 60% dei ragazzi inglesi risulta sovrappeso. In Italia, grazie a una miglior nutrizione e a una miglior predisposizione naturale, le percentuali sono nettamente inferiori e tantissimi giovani praticano sport. Infine qui ci sono una serie di sport importanti, come pallavolo e basket, le cui skills principali (es.: tocco e visione di gioco) assomigliano molto a quelle del rugby … Manca purtroppo una vera collaborazione tra questi mondi, un contatto che potrebbe risultare produttivo per tutti”.

Qualcosa deve cambiare insomma, soprattutto a livello giovanile … Per questo il Director of Rugby Biancorosso sta cercando di portare in Italia la sua filosofia e la sua eccellente visione di insieme: “Smettiamola di pensare sempre e solo al trofeo da sollevare. Gli allenatori preparano i giocatori per vincere la coppa del mese e non insegnano ai ragazzi a costruire il proprio futuro. Danno semplicemente la palla a quelli grossi, facendoli correre in meta per vincere senza faticare. Non si rendono conto che, superato il periodo pre-adolescenziale, le differenze fisiche spariranno e allora vedremo chi ha lavorato chiedendosi WHY, il motivo per cui facciamo quello che facciamo”.